La matrice naturalistica del fare pittorico di Andrea Dagnino designa la disposizione dell'animo a filtrare le valenze oggettive attraverso l'avventura fisica e poetica del colore.
Alberi, case, stradine campestri o scorci marini appaiono assorti nella attonita e silenziosa atmosfera rarefatta che, in una mirabile sintesi, avvolge le case cancellando le tracce del tempo.
Un'atmosfera filtrata e sussurrata dove i confini delle cose non sono determinati nella realtà oggettiva, ma assumono trasfigurazione fantastica.
La verità esterna si tramuta così in armonie coloristiche che si configurano in trasparenze e toni evanescenti attraverso la morbidezza degli impasti e la componente luministica.
Maria Rosa Mangini
E' una pittura che si abbandona quietamente al paesaggio, ad atmosfere ed emozioni rarefatte, quella di Andrea Dagnino.
Una "meditazione solitaria e riservata". Sembra davvero possedere i contenuti romanticamente ammorbiditi ,le delicate evanescenze ,spinte fino al confine con la fantasticheria, di questa ricognizione in un rasserenato panorama di alberi,case , stradine campestri e marine.
Il lirismo di Dagnino punta sulla discrezione, evitando facili effettismi in uno sfumare di sensazioni.
Mauro Bocci
Da "Il Secolo XIX" del 24 Ottobre
L'impegno assunto dal pittore lo svincola dal condizionamento grafico proponendo opere valide e poetiche...
V. Furfaro
Una pittura sognante e di sensibile vibrazione.
Prof. R.Roncarolo
Accademia di Torino e Vercelli